Skip to main content

Regia in CGI: come nasce un cortometraggio autoprodotto

IN BREVE
KCTOO, il duo registico interno di H7-25, ha riletto la favola di Esopo della lepre e della tartaruga in un cortometraggio CGI autoprodotto. Il corto affronta la crisi climatica senza nominarla esplicitamente, costruendo un ambiente che ne mostra i segni. Una crew di undici persone ha lavorato al progetto, oggi disponibile su Vimeo.

Esopo è morto nel 564 a.C. Le sue storie girano ancora.

Non perché sono solo belle ma perché funzionano come contenitori. Prendi una struttura semplice, due personaggi, una gara, una morale. Poi cambia cosa ci metti dentro e la favola regge ogni volta.

È quello che abbiamo fatto con The Tortoise and the Hare.

Lepre e tartaruga, la favola di Esopo riletta in chiave contemporanea

La lepre corre. Si ferma. Si addormenta. La tartaruga vince.

La morale ufficiale parla di umiltà e costanza. Ma c’è qualcosa di più inquietante in quella storia, se la guardi da vicino: la lepre perde perché pensa di avere tempo. Perché è convinta che il margine sia così ampio da potersi permettere di aspettare.

Quella sensazione ci ha colpito. Nell’accezione più contemporanea possibile.

Viviamo in un momento storico in cui il margine si sta assottigliando in senso letterale, climatico, ecologico. E continuiamo a comportarci come la lepre: certi che ci sia ancora spazio per fermarsi, per rimandare, per fare domani quello che oggi sembra urgente.

La favola di Esopo non parla di animali. Parla di noi.

Animazione e crisi climatica: da Bambi a WALL-E

L’idea di usare storie antiche per dire cose urgenti ha una storia lunga quanto l’animazione stessa.

Bambi (1942) è un film per bambini sull’innocenza della natura ma è anche, leggendolo in retrospettiva, uno dei primi documenti del cinema d’animazione a costruire un legame emotivo profondo tra lo spettatore e l’ecosistema naturale. Lo studioso David Whitley dell’Università di Cambridge ha documentato come quel film abbia contribuito a formare la sensibilità ambientale di un’intera generazione di attivisti degli anni Sessanta. Una storia di cerbiatti che diventa consapevolezza politica.

Qualche decennio dopo, WALL-E (2008) racconta la fine del pianeta attraverso un robot silenzioso in mezzo alla spazzatura. Nessuna voce fuori campo che spiega la crisi climatica. Solo immagini. Solo l’evidenza.

The Lorax (2012), tratto da Dr. Seuss, fa la stessa cosa con il linguaggio delle favole: un personaggio parla per gli alberi, perché gli alberi non possono parlare da soli.

In tutti questi casi, la struttura narrativa più semplice – la favola, il racconto morale – si rivela lo strumento più efficace per affrontare temi che altrimenti scivolano via. L’allegoria funziona perché crea distanza emotiva sufficiente per guardare, e vicinanza sufficiente per sentire.

Come costruire l’ambientazione di un cortometraggio CGI

Con KCTOO abbiamo ragionato a lungo su dove ambientare la corsa.

La risposta è venuta guardando cosa sta succedendo: foreste che bruciano, fiumi che si prosciugano, ecosistemi che cambiano forma in tempo reale. Abbiamo costruito un ambiente che mostra quei segni non come denuncia esplicita, ma come terreno. Il mondo del corto è riconoscibile, potrebbe essere reale, in parte lo è già.

La crisi climatica nel film non viene nominata, si vede.

Questo ci sembrava più onesto di qualsiasi voiceover didattico. Le storie funzionano quando ti lasciano spazio per arrivare da solo alle conclusioni.

KCTOO, cosa significa fare regia in CGI

The Tortoise and the Hare è firmato KCTOO, il duo registico interno allo studio. È una firma che esiste separatamente da H7-25, con una propria visione e un proprio metodo.

Fare regia in animazione CGI è un esercizio di intenzione totale. Sul set puoi improvvisare: la luce cambia, un attore porta qualcosa di inaspettato, la camera trova un angolo che non avevi previsto. In CGI costruisci ogni singolo elemento dall’inizio. Ogni scelta è deliberata e il caso praticamente non esiste.

Questo significa che la regia non è solo una questione di montaggio o di composizione dell’inquadratura. È il disegno completo di ciò che lo spettatore vedrà, sentirà, percepirà. Dalla direzione del vento nei peli della lepre alla temperatura della luce in una scena al tramonto.

Il character design della lepre: il momento chiave della regia

Uno dei momenti che ci ha convinto di stare andando nella direzione giusta è stato uno shot in particolare: la lepre che si ferma ad annusare un fiore. Un’azione piccola, quasi banale. Ma è lì che il personaggio smette di essere un modello 3D e diventa qualcosa con un carattere, una curiosità, una vita. Abbiamo costruito quello shot attraverso reference reali, un concept preciso, cicli di test. Alla fine, la camera entra nella scena, non osserva da fuori, partecipa.

Quella scelta, moltiplicata per decine di shot, è ciò che fa diventare un corto CGI un film.

Guarda il making of completo e i concept art nella scheda del progetto.

Produzione indipendente in animazione 3D: il valore di un progetto autoprodotto

H7-25 lavora con brand internazionali. Le produzioni sono complesse, i livelli qualitativi sono alti, i team sono rodati. Ma i progetti commissionati hanno sempre una struttura data: un brief, un cliente, un obiettivo.

I progetti autoprodotti sono diversi. La domanda di partenza è libera e quindi più difficile. Cosa vogliamo fare, davvero?

Il cast tecnico: undici persone dietro al cortometraggio

The Tortoise and the Hare ha coinvolto undici persone: Andrea Gasparo, Brian Chinnery, Davide Giorgini, Federico Ghirardini, Francesco Zabot, Gabriel Guerreschi, Giulio Leoni, Jasmine Sciortino, Ludovica Di Benedetto, Alessandro Bandinelli, Federico Vandin.

Una crew completa, una produzione complessa. La differenza rispetto a un lavoro commissionato: l’unico brief era quello che ci eravamo dati noi.

Sound design e voce: la colonna sonora del corto

Sound design di Luca De Sensi, voce di David Wayne Callahan.

Perché abbiamo scelto ancora Esopo

Torniamo al punto di partenza.

Le storie di Esopo sopravvivono da ventisei secoli perché sono vuoti da riempire. Ogni generazione ci trova dentro quello che sta vivendo. La morale non è mai una sola, è quella che porti con te quando esci.

Abbiamo scelto la lepre e la tartaruga perché volevamo parlare di tempo. Di quanto ne abbiamo, di come lo usiamo, di cosa stiamo rischiando di perdere mentre aspettiamo il momento giusto per agire.

La favola era già là, ci bastava cambiare il terreno su cui corrono.

Nei prossimi articoli raccontiamo la produzione nel dettaglio: character design e creature fotorealistiche, world building degli ambienti, sound design.

The Tortoise and the Hare — guarda il corto e il making of completo.